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El Eternauta è un fumetto di fantascienza scritto nel 1969 da Héctor Germán Oesterheld e disegnato da Francisco Solano López. La trama è di fatto una agnizione dell’inerzia dittatoriale. Il potere cioè non è un mezzo ma un fine, oggi declinabile nella distopia della realtà. Non si può fare a meno, infatti, di notare che le società contemporanee mirano esattamente allo stesso obiettivo, ma con mezzi diversi, che vanno di pari passo con l’attuazione di una sorveglianza ed eterodirezione di portata (ed efficacia) senza precedenti. Oramai è palese che il dissenso è posto sullo stesso piano del crimine d’opinione.

I ripetuti fallimenti traspostivi del fumetto, spesso rimasti a livello solo progettuale, hanno contribuito ad alimentare la percezione di questa graphic novel come opera “maledetta”, difficile da tradurre dalla sua tragica ipostasi statica in immagini dinamiche, senza tradirne il senso profondo. E non possiamo che confermare questa colpevole inadeguatezza dopo la visione della discutibile trasposizione seriale.

Ambientata in una Buenos Aires contemporanea, investita da una letale nevicata tossica preludio di un’invasione aliena, l’Eternauta racconta la lotta per la sopravvivenza di Juan Salvo, cioè un novello Robinson Crusoe qual soggetto paradigmatico della modernità. Malgrado si siano mantenuti tutti i presupposti narrativi, benché il tutto sia spostato in avanti di qualche decennio, la serie prodotta da Netflix tradisce in modo sostanziale lo spirito originale dell’opera. Nel fumetto, infatti, l’eroismo non era individuale, utilitaristico, ma partecipativo e volontaristico: nasceva dalla consapevolezza e intenzionalità di uomini e donne capaci di rispondere insieme a una avversità che li superava, ma non li piegava. Il vero protagonista era, cioè, il bene comune di una comunità di destino, non il singolo.

In tal senso va quindi ricordato ciò che l’ipocrisia culturale non evoca, cioè che Héctor Germán Oesterheld era un peronista, tercerista, votato alla giustizia sociale e la sovranità nazionale, così come le figlie, che con lui aderirono al gruppo dei Montoneros e per questo letteralmente “sparirono” durante il regime dittatoriale di Jorge Rafael Videla. Nell’aprile 1977 Oesterheld – che in clandestinità stava realizzando con Alberto Breccia (il nuovo disegnatore) un secondo ciclo di storie – venne rapito dai servizi segreti delle Forze Armate a La Plata. Nel 1978 verranno quindi arrestate tutte le sue quattro figlie insieme ai loro mariti.

Di nessuno di loro si avranno mai più notizie.

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