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Alain De Benoist

«Nuova Destra. Appunti di lettura»

Sulla guerra tra Russia e Ucraina «Gli europei sono entrati in questa guerra con riluttanza. Prendendo posizione per una delle due parti invece di assumere il ruolo di mediatori, che sarebbe stata l’unica posizione ragionevole, cercando di identificare i “colpevoli” piuttosto che agire in conformità con i propri interessi, preferendo valori morali astratti ai principi concreti del realismo geostrategico, lasciandosi trascinare in una guerra anglosassone in cui essi stessi non avevano alcun interesse esistenziale o vitale, hanno a loro volta contribuito a un’escalation degli estremismi. Più il tempo passava, più essi apparivano spontaneamente come cobelligeranti. Oggi, mentre gli americani vogliono ritirarsi e l’esercito ucraino non è più in grado di lanciare alcuna offensiva, essi si impegnano in una escalation bellicista che rischia di trascinare tutta l’Europa in un conflitto che potrebbe sfociare in uno scontro armato con una potenza nucleare. È difficile essere più irresponsabili di così ».

(Alain de Benoist, Eléments, febbraio-marzo 2026).

A proposito della Nuova Destra Alain de Benoist, 82 anni, osserva che la sua creazione ha permeato «come un mantra» il panorama mediatico. Intervistato da Le Monde, si rammarica che quasi nessun abbia veramente condotto questa «battaglia». «Le persone di destra e di estrema destra di oggi sono caratterizzate da una notevole pigrizia intellettuale», così afferma. Nei media di destra prevale l’idea che la sinistra abbia perso e che quindi loro abbiano vinto, pur non avendo proposto nulla». Quando si parla della genesi di questa idea, Alain de Benoist elude la domanda, dicendo che «si è diffusa qua e là». In realtà, tutto è iniziato con la scoperta del pensatore comunista italiano Antonio Gramsci (1891-1937). «Ispiratore della scuola di pensiero della Nuova Destra, Alain de Benoist si avvale delle riflessioni di Gramsci sull’egemonia culturale. Mentre l’italiano esaminava le condizioni per l’emergere di una coscienza di classe e la necessità di un dialogo reciproco tra gli intellettuali in senso lato e le masse, il francese spoglia il concetto del suo fondamento marxista».

(Le Monde, Domenica 8-lunedì 9 febbraio 2026).

Nouvelle droite. Notes de lecture, www.breizh-info.com, /20/02/2026.

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