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Hong Kong: la Perla dell’Oriente

La città stato di Hong Kong è stata recentemente al centro dell’attenzione mondiale, a causa delle proteste del 2019-2020, in cui i manifestanti sono scesi in piazza per difendere le loro tradizionali autonomie e per chiedere il suffragio universale, in opposizione al tentativo della Repubblica Popolare Cinese di mantenere il pieno controllo politico su questa Regione Amministrativa Speciale, che ha un ruolo cruciale per l’interscambio commerciale e finanziario tra la Cina e il resto del mondo.

In 150 anni di colonialismo britannico, parte della popolazione di Hong Kong, che pure è di etnia han e di lingua cantonese, ha sviluppato un’identità etnoculturale distinta rispetto a quella cinese e legata alle libertà civili ed economiche di cui ha goduto, rispetto ai regimi che si sono succeduti nel frattempo sulla Cina continentale. Questo sentimento localista, negli ultimi decenni, è sfociato in un movimento liberaldemocratico e indipendentista, che vorrebbe liberarsi dal governo di Beijing.

Da parte cinese, al di là dell’intenzione di tutelare le specificità economiche di Hong Kong, non si può transigere sulla sua appartenenza alla RPC (Una Cina, Due Sistemi). Anche perché la città stato, conquistata dai Britannici a seguito delle infami Guerre dell’Oppio, rappresenta in modo particolare quello che la storiografia cinese chiama «Il secolo delle umiliazioni» (1839-1949), nel corso del quale le potenze straniere hanno aggredito e sfruttato la Cina – un ricordo che il sostegno occidentale ai democratici di Hong Kong contribuisce a mantenere vivo.

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