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La piccola musica di Michel Marmin

La poesia contemporanea è diventata il parente povero delle arti letterarie. Evitato sia dai lettori che dagli editori, sembra ormai limitato a una ristretta cerchia di iniziati che si dilettano in sperimentazioni improbabili e in intellettualizzazioni estreme. Fortunatamente per i comuni mortali, di cui faccio parte, esistono preziose eccezioni in grado di riconciliarci con questa incantevole disciplina (perché è particolarmente rigorosa). “Pour Aliénor”, di Michel Marmin, è uno di queste.

La poesia di Michel Marmin è soprattutto un linguaggio, un linguaggio ricco, preciso, arcaico e talvolta prezioso, altre volte popolare e crudo, che provoca audaci rotture di stile. Una lingua nutrita da un’ispirazione multiforme in cui si incontrano Giovanna d’Arco, le fate, i misteri di Brocéliande o di Mitra. Senza grandiloquenza, questa piccola raccolta è al tempo stesso un grido d’amore per gli «esseri di luce» che l’autore ha incrociato durante la sua esistenza e un grido d’ira contro un mondo troppo pesante, troppo vile e disincantato che ha assassinato i «miti» che ne facevano battere il cuore. Michel Marmin ci solleva sopra le rovine di questo mondo fatiscente e senza gioia, non per incitarci a fuggire da esso, ma per permetterci di distinguere più facilmente le scintille residue che possono ancora rifondare la sua bellezza.

Sono troppo ignorante in materia per evocare la «tecnica» poetica di Michel Marmin, ma l’estrema musicalità dei suoi versi mi sembra essere il frutto di una costruzione più rigorosa il cui più grande merito è di non farsi sentire né vedere, interamente al servizio delle impressioni e delle immagini che produce.

«Nessun urbanista, nessuno promotore 

nessun architetto, nessun cementificatore

impedirà alle erbe e ai piccoli fiori

di forare il cemento, di riaprire i sentieri

alla buon’ora dei mulattieri».

Devo anche ammettere che non riesco a staccare questi versi dall’affetto e dall’ammirazione che nutro per il loro autore. E tanto peggio, per una volta, per la sacrosanta «autonomia dell’opera».

Uscire dalla propria zona di comfort

Ricordo di aver conosciuto Michel Marmin quando viveva lungo il canale dell’Ourcq. Mi accolse con grande gentilezza e indulgenza per il giovane timido e prestante che ero allora (sono ancora un po’ prestante ma, ahimè, molto meno giovane…). Parlavamo di polar, di letteratura proletaria e naturalmente di cinema… Non ne sapevo molto, ma ascoltavo molto, colpito da tanta erudizione, curiosità intellettuale e umorismo. Fumava la pipa, mi faceva domande le cui risposte mi sembravano di una mediocrità spaventosa. La sua benevola gentilezza mi ha comunque rassicurato, e sono uscito dall’appartamento dell’«uomo di sinistra della Nouvelle Droite» motivato alla «riconquista culturale» come un crociato in partenza per Gerusalemme.

Grazie a lui sono “entrato” in Éléments, dove da allora seguo con costanza e perseveranza le sue rubriche e i suoi consigli cinematografici che, devo ammettere, a volte mi hanno fatto sprofondare in abissi di perplessità, rileggendo attentamente l’articolo di recensione per essere sicuro di aver visto lo stesso film. Ma se mi è stato difficile – e mi è tuttora difficile – condividere tutti i suoi gusti e i suoi entusiasmi (per Jean-Luc Godard e Pierre Boulez in particolare), gli sono infinitamente grato per una serie di scoperte che mi hanno permesso di superare il quadro a volte troppo ristretto dei riferimenti culturali della «destra radicale» e mi hanno consentito – almeno lo spero – di lottare efficacemente contro l’«emiplegia mentale» così giustamente denunciata da Alain de Benoist.

Michel Marmin è una personalità al tempo stesso atipica e accattivante, rivoluzionaria e classica, tanto affascinante quanto sconcertante. Come la sua poesia.

«Pour Aliénor», di Michel Marmin, pubblicato da éditions Arcades Ambo, 62 p., 11 €.

Informazioni:

Per chi volesse acquistare il libro in questione o altri di Michel Marmin, è possibile farlo direttamente dal sito di Éléments. 

Sito internet: https://www.revue-elements.com/

(Lo scritto è a cura di Xavier Eman, giornalista e saggista, nonché una delle migliori penne di Éléments. Xavier Eman, “La petite musique de Michel Marmin”, pubblicato il 13 febbraio 2023). 

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