Settant’anni fa, la rivoluzione del popolo ungherese, desideroso di affrancarsi dal modello stalinista, era schiacciata dall’intervento militare sovietico. Quell’evento storico ha non solo lasciato una forte impronta nella memoria nazionale ungherese, ma ebbe un forte impatto anche in Italia, causando l’allontanamento dei socialisti dal Partito Comunista e diventando una cause célèbre per la destra anticomunista.
Oggi, l’Ungheria resta un Paese dell’Europa centrale con una politica internazionale molto peculiare. Il lungo governo di Viktor Orbán, sgradito a molti governi europei, aveva mantenuto buoni rapporti con gli Stati Uniti e Israele, ma anche con Paesi eurasiatici quali Cina, Turchia e Russia. Proprio la relazione speciale con quest’ultima era stata fortemente criticata nel contesto della guerra russo-ucraina e del sostegno europeo al Paese invaso. A questo riguardo, il suo successore, Péter Magyar, aveva suscitato forte speranze, ma la sua politica resta ancora ambigua.
Ne parliamo con il giornalista Giacomo Ferrara
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