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Metapolitica

Europa vs Occidente

Europa vs Occidente
Aldous, 30 giugno 2023
Pagine 1-2

L’Europa, nostra madre, è ormai da tempo attaccata su tutti i fronti. Il suo padrone, infatti, mano a mano che va perdendo l’egemonia mondiale teme la concorrenza economica, militare, culturale di potenze come la Russia, l’India, la Cina. E opera per sfruttare in tutti i modi la colonia europea anche a costo di distruggerne le risorse e la cultura. Credo anzi che questo sia esattamente uno degli obiettivi della politica statunitense.

Quanto sta accadendo in Ucraina – una terra e un popolo mandati al macello nella guerra contro la Russia preparata, voluta, finanziata e sostenuta dagli USA e dall’Unione Europea loro serva – rappresenta un’inquietante prospettiva per l’intero Continente, la cui cultura ed economia vengono erose dall’interno dalla dinamica della globalizzazione, un’ideologia occidentalista e non europea che i media in mano ai capitalisti contemporanei e alle loro società multinazionali non si limitano a esaltare, a difendere, a diffondere ma della quale semplicemente sono intrisi in ogni notizia che danno, in ogni riga che pubblicano, in ogni pensiero che i loro giornalisti concepiscono e che si trasmette per forza di gravità ai loro pigri e abitudinari lettori.

In questo testo per Aldous ho cercato (assai brevemente) di indicare alcune radici storiche della globalizzazione e ho auspicato che il nuovo pluriversum, che va nascendo anche dalla tragedia della guerra combattuta dagli USA e dalla Nato in Ucraina contro la Russia, determini ciò che con Carl Schmitt possiamo definire un nuovo Nomos della Terra, capace di ridare spazio alla feconda molteplicità dell’Europa rispetto alla distruttiva uniformità dell’Occidente.

Europa vs Occidente

Capitalismo e devastazione sono inscindibili. Appare chiaro anche dal celebre elogio che Marx ed Engels formulano della borghesia, la quale «ha avuto nella storia una parte sommamente rivoluzionaria. Dove ha raggiunto il dominio, la borghesia ha distrutto tutte le condizioni di vita feudali, patriarcali, idilliche. Ha lacerato spietatamente tutti i variopinti vincoli feudali che legavano l’uomo al suo superiore naturale, e non ha lasciato fra uomo e uomo altro vincolo che il nudo interesse, il freddo ‘pagamento in contanti’. […] Ha disciolto la dignità personale nel valore di scambio e al posto delle innumerevoli libertà patentate e onestamente conquistate, ha messo, unica, la libertà di commercio priva di scrupoli. In una parola: ha messo lo sfruttamento aperto, spudorato, diretto e arido al posto dello sfruttamento mascherato d’illusioni religiose e politiche. La borghesia ha spogliato della loro aureola tutte le attività che fino allora erano venerate e considerate con pio timore. […] La borghesia ha strappato il commovente velo sentimentale al rapporto familiare e lo ha ricondotto a un puro rapporto di denaro. […] Solo la borghesia ha dimostrato che cosa possa compiere l’attività dell’uomo. Essa ha compiuto ben altre meraviglie che piramidi egiziane, acquedotti romani e cattedrali gotiche, ha portato a termine ben altre spedizioni che le migrazioni dei popoli e le crociate. […] Con lo sfruttamento del mercato mondiale la borghesia ha dato un’impronta cosmopolitica alla produzione e al consumo di tutti i paesi». (Manifesto del Partito comunista, a cura di E. Cantimori Mezzomonti, Laterza, Roma-Bari 1981, pp. 57-59).

L’ultima affermazione costituisce una chiara definizione della globalizzazione, di quell’ideologia occidentalista e non europea che i media in mano ai capitalisti contemporanei e alle loro società multinazionali non si limitano a esaltare, a difendere, a diffondere ma della quale semplicemente sono intrisi in ogni notizia che danno, in ogni riga che pubblicano, in ogni pensiero che i loro giornalisti concepiscono e che si trasmette per forza di gravità ai loro pigri e abitudinari lettori. Un esempio di tali media sono i quotidiani italiani la Repubblica e La Stampa, di proprietà degli Elkann-Agnelli attraverso la società GEDI, che è parte della holding finanziaria Exor.

La borghesia finanziaria e i suoi aedi nelle redazioni dei giornali e delle televisioni hanno cantato la distruzione economica della Grecia, inizio di quella dell’intero Continente, i cui effetti sono stati e continuano a essere miseria, disperazione e suicidi.

La borghesia finanziaria e i suoi aedi nelle redazioni dei giornali e delle televisioni danno ogni giorno voce e ragione al governo dell’Unione Europea, istituzione il cui scopo primario è oggi l’impoverimento dell’Europa.

La borghesia finanziaria e i suoi aedi nelle redazioni dei giornali e delle televisioni concepiscono orwellianamente la libertà di parola come la parola di coloro che ripetono i dogmi del politicamente corretto, togliendo luoghi e voce a coloro che tali dogmi non condividono e presentando costoro con le formule più offensive che esistano e delle quali i buoni sono sempre ben dotati.

La borghesia finanziaria e i suoi aedi nelle redazioni dei giornali e delle televisioni additano come nemici tutte le società e gli stati che non abbracciano l’egemonia degli Stati Uniti d’America: la Russia in Europa, l’Iran in Medio Oriente, la Cina come potenza globale.

La borghesia finanziaria e i suoi aedi nelle redazioni dei giornali e delle televisioni sono stati protagonisti dell’ondata di dispotismo sanitario e di dissipatio della socialità, assuefacendo i cittadini all’intromissione delle autorità nelle loro vite e indicando il ‘dovere morale’ di questi cittadini a intromettersi loro stessi nelle vite altrui anche attraverso la delazione.

La borghesia finanziaria e i suoi aedi nelle redazioni dei giornali e delle televisioni sono parte fondante e fondamentale dell’Impero del Bene che «decide, amministra, gestisce, pianifica e assiste: legiferando, confinando, condannando le idee non conformi, spesso bombardando e uccidendo. […] Il Bene mostra la sua faccia, quella di una delle tirannidi più perniciose della storia dell’uomo» (Francesco Marotta, Diorama Letterario n. 373, maggio-giugno 2023, p. 31).

Di fronte a tale dominio dell’Uno, possiamo auspicare che il nuovo pluriversum, che va nascendo anche dalla tragedia della guerra combattuta dagli USA e dalla Nato in Ucraina contro la Russia, determini ciò che con Carl Schmitt possiamo definire un nuovo Nomos della Terra, capace di ridare spazio alla feconda molteplicità dell’Europa rispetto alla distruttiva uniformità dell’Occidente.

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